Mostra dedicata a Luigi Volpi

Mercoledì 12 febbraio alle 17,30, all'interno delle rassegna "Arte in Atrio", presso la nostra sede di Via Polenghi Lombardo - Spazio Tiziano Zalli, sarà inaugurata la mostra "Nel paese di mia madre" ... e di mio padre. I luoghi della poesia nelle opere di Luigi Volpi dedicate a Lodi. Fino al 31 marzo 2020.

Mostra dedicata a Luigi Volpi

LUIGI VOLPI nasce a Lodi nel 1937. Verso la fine degli anni ‘50 frequenta i corsi della Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco di Milano e i Corsi liberi di nudo dell’Accademia di Brera. Si dedica a varie attività, lavorando anche come grafico pubblicitario.

Negli anni ‘60 e ‘70 vive a Milano. Nel 1967 consegue da privatista il diploma di Maestro d’Arte presso l’Istituto d’Arte “Venturi” di Modena. Dal 1971 al 1983 insegna disegno e tecniche progettuali presso la Scuola d’Arte Ceramica “Cova” di Milano. Inizia a dedicarsi professionalmente di pittura e incisione nel 1984.

Tra gli anni ‘80 e metà anni ‘90 vive sulle colline di San Colombano al Lambro, nella frazione di Valbissera. Nel 1995 ritorna definitivamente a Lodi con studio e abitazione in via Cavezzali e poi in via XX Settembre. Muore a Lodi nel 2009.

E’ un’eredità importante quella che Luigi Volpi, artista scomparso nel 2009, ha lasciato nel panorama nazionale della pittura e della grafica. In questa mostra sono esposte opere dedicate a Lodi e al Lodigiano, che fondono l’apparente minuzia naturalistica con atmosfere di sospensione, al limite del metafisico. Il titolo della mostra richiama intenzionalmente e con ironia – come Volpi stesso avrebbe gradito – una celebre poesia di Ada Negri nei 150 anni dalla nascita.

La comunione tra i due non è semplicemente un dato anagrafico spaziale, che sarebbe di scarso significato; a ben guardare, i luoghi che Ada cita sono qualche volta gli stessi che Luigi affresca sulla tela o nelle carte e, soprattutto, le convergenze riguardano gli accenti di colore.

Così “il ciel d’opale” di Negri è il medesimo che sovrasta i tetti di Lodi nel quadro “Dalla finestra della Cinzia”, oppure “i quieti /cortili pieni di sole e di verde” richiamano efficacemente alcune opere a pastello dedicate al Chiostro del Duomo.

Ai due illustri lodigiani si attagliano dunque i versi di Konstantinos Kavafis: Itaca ti ha dato il bel viaggio, /senza di lei mai ti saresti messo/sulla strada: che cos’altro ti aspetti?”

Parole che suggeriscono che dalla terra dell’infanzia si parte e si torna quasi sempre, perché il periplo della vita è un lungo, travagliato, viaggio intorno a se stessi. Così è stato per Luigi Volpi, che a Lodi è tornato dopo aver peregrinato per anni, in senso reale e metaforico, e anche per Ada Negri, che in un certo senso da qui non si è mai mossa.

Andrea Ferrari

Le opere dell’archivio Volpi sono visibili sul sito www.luigivolpi.it